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In quella vasca toccai il fondo

la vasca in cui toccai il fondo

"Il 31 dicembre 2005 ho toccato il fondo."


Non sto esagerando, e ora ti racconto tutto.


Per quasi vent'anni ho considerato quel 2005 come l'anno maledetto.


L'anno in cui tutto è andato storto.


L'anno in cui ho perso tutto quello che credevo importante.


Ma la verità è che quel 2005 e quella maledetta notte di capodanno, è stato il momento in cui sono nato davvero.


Prima di quella vasca da bagno ero un ragazzo che galleggiava sulla superficie della vita.


Dopo quella vasca sono diventato un uomo che sa cosa significa risalire dal fondo.


E oggi ti racconto una storia che non ho mai voluto raccontare completamente.


Perché fa male.


Perché espone.


Perché è la prova che anche quando credi di essere forte, la vita può spezzarti in un secondo.


Ma soprattutto perché è la prova che puoi rialzarti. Sempre.


Preparati: La mia storia è vera e potente.



Prima perdita: Il Lavoro

Settembre 2004.


Diciotto anni e maturità appena finita.


Avevo trovato lavoro subito in una ditta serigrafica vicino casa, grazie ad amici dei miei genitori.


Il mio primo vero lavoro.


Il primo stipendio.


La prima volta che mi sentivo adulto.


Ero orgoglioso di me.


Mi alzavo presto, prendevo la metropolitana e tornavo stanco ma soddisfatto.


Ero acerbo e totalmente inesperto, Ma ci mettevo tutto me stesso.


Nel frattempo frequentavo contemporaneamente la scuola guida durante la settimana, e poi un corso di grafica 3D il sabato pomeriggio a Milano.


Pensavo che l'impegno bastasse e mi faceva sentire completo.


Febbraio 2005: Mi licenziano.


Non mi assumono.

Fine.

"Arrivederci e grazie."


Il titolare mi guarda e mi dice: "Matteo, non abbatterti: Hai ancora tutta la vita davanti."


Ma io esco da quell'ufficio sentendomi un fallito.


Cammino verso la metropolitana con la testa bassa, ma poco dopo incontro una mia amica durante il tragitto.


Mi vede in faccia e capisce subito:

"Teo ma... Tutto bene?"


Risposta secca:


"No..."


Inizio a raccontarle cosa è successo, ma scoppio subito in lacrime in mezzo alla strada.


Lei mi abbraccia mentre io continuo a piangere.


Era solo un lavoro, dirai tu.


"Il primo lavoro, Ne troverà altri!"


Ma a diciotto anni, quel lavoro era la mia nuova identità.


Era la prova che ce la potevo fare da solo.


Era la mia prima sfida contro il mondo degli adulti.


E l'avevo persa.


Nei mesi successivi inviai decine di curriculum ma con zero risposte.


La sensazione di inutilità cresceva ogni giorno come se il mondo mi stesse dicendo:

"Non sei abbastanza."


Seconda perdita: La mia fidanzata

La perdita del lavoro venne compensata da lei.


La mia seconda ragazza: Arrivata nel momento giusto.


Con lei ho avuto le mie vere prime esperienze sessuali.


Con lei ho vissuto l'emozione di sentirmi vivo, desiderato, importante.


Quattro mesi volarono via come un sogno.


Ma dentro di me qualcosa non andava.


Avevo diciannove anni e vivevo ancora con i miei.


Non avevo un lavoro.


E invece di cercare con disperazione, mi lasciavo andare.


"Hai ancora tutta la vita davanti, goditela e poi troverai un altro lavoro."


Quella frase del mio ex-titolare mi rimbombava nella testa.


Non era per nulla sbagliata, ma io l'avevo interpretata nel modo peggiore.


Mi ero convinto che potevo permettermi di non fare nulla.


"Di galleggiare."


Di aspettare che le cose si sistemassero da sole.


E lei lo sentiva.


Non me lo disse mai apertamente, ma io lo intuivo.


Vedeva un ragazzo che si stava perdendo.


Che non aveva una direzione.


Che stava sprecando se stesso.


Giugno 2005, le mi lascia.


E io torno a punto e a capo.


Senza lavoro, Senza lei, Senza niente.


Terza perdita: Simone

7 Dicembre 2005.


Torno a casa dopo una serata con gli amici.


Sono un po' bevuto ma sereno: Tranquillo.


È quasi l'una di notte mentre entro in cucina e trovo mia mamma ancora in piedi.


Cosa che non succede mai.


Mi guarda con un'espressione che non le avevo mai visto.


"Matteo... è morto il tuo amico Simone..."


Rimango impietrito.


"Starò sognando. Non è possibile. Ho bevuto troppo."


Ma la mattina dopo mi sveglio e capisco che non è un incubo...


Simone, diciannove anni: Non c'è più.


Cinque ragazzi di Gorgonzola, compreso lui, erano morti in un incidente stradale, lanciati a 130 km/h in mezzo alla nebbia.


Strafatti di non so quale sostanza.


La notizia rimbalzò su tutti i telegiornali.


Un incubo ad occhi aperti: Non riuscivo a crederci.


Non riuscivo ad accettarlo.


Simone non c'era più, e non ci sarebbe mai più stato.


Questa non è stata una perdita come le altre: È stata uno schiaffo violento con la realtà.



Può portarti via le persone che ami senza chiedere il permesso.


Io non ero pronto e non lo sono stato per anni.


incidente mortale auto

Il colpo finale: 31 dicembre 2005

Capodanno a casa di un mio amico.

Amici, alcool, cibo, risate, Xbox con Halo 2.


Tutto perfetto, dirai...Ma io stavo crollando.


Durante tutto quell'anno maledetto avevo tenuto dentro troppo.


Avevo parlato, certo... Ma non abbastanza.


Non come avrei dovuto.


I miei amici sapevano che avevo perso il lavoro.


Sapevano della ragazza.


Sapevano di Simone.


Ma nessuno aveva capito quanto pesasse tutto insieme.


Nessuno aveva capito che mentre loro ridevano io mi sentivo un perfetto fallito.


Un diciannovenne senza lavoro.


Senza ragazza.


Con un amico morto di recente.


E l'alcool portò tutto a galla.


Poco prima della mezzanotte mi alzo dal divano ubriaco marcio e urlo:

"VI ODIO TUTTIIIIIII!"


Tiro un calcio al divano e crollo per terra a faccia in giù contro il pavimento.


Blackout totale.


La vasca

Quello che ti sto per raccontare me l'hanno riportato i miei amici, perché io non ricordo niente.


Mi misero nella vasca da bagno e passai tutta la notte lì dentro.


Non so cosa dissero.


Non so come mi guardarono.


Non so se qualcuno rise o se qualcuno si preoccupò davvero.


So solo che al mattino, quando ripresi coscienza, ero ancora lì.


Sentivo le voci degli altri nelle stanze accanto.


Sentivo che la vita andava avanti.


E io ero fermo, immobile in una vasca vuota.


Avevo toccato il fondo.


E non parlo solo di quella notte.


Parlo di quell'intero anno e di tutte quelle perdite.


Di tutto quel peso che avevo accumulato senza accorgermene.



Perché mi ero convinto di poter reggere tutto da solo.


Perché avevo nascosto il dolore dietro un sorriso fino a quando l'alcool non me l'aveva strappato via.


Ma sai una cosa?


Quella vasca mi ha salvato.


Perché quando tocchi il fondo, hai due scelte: o anneghi, o ti spingi per risalire.


E io scelsi di risalire.


La rinascita

Uscii da quella vasca con una promessa: "Non succederà mai più."


Non intendevo "non berrò mai più" (anche se per un bel po' non toccai alcool).


Intendevo: "Non permetterò mai più alla vita di schiacciarmi così."


Il 2006 fu l'anno del riscatto.


1) Trovai lavoro a Milano in uno studio fotografico.

Non era il lavoro dei miei sogni. Ma era un lavoro. Era dignità. Era ricominciare.


2) Trovai una nuova ragazza ad Arcore.

Grazie alla patente appena presa potevo finalmente muovermi. Sentirmi libero. Sentirmi vivo.


3) Iniziai la mia prima esperienza da cantante in una band metal.

La musica. Il palco. L'urlo.

Tutto quello che avevo dentro finalmente fuori.

La mia autostima tornò a mille, come una fenice che rinasce dalle proprie ceneri.



Quello che ho imparato

Nel corso degli anni ho perso di nuovo tutto quello che avevo riconquistato nel 2006.


Il lavoro. La ragazza. La band.


Ma sai cosa è cambiato?


Niente alcool.


Niente abbattimenti.


Solo la voglia di ricominciare più forte di prima!


Perché quando hai toccato il fondo una volta, sai che puoi risalire.


Sai che il dolore passa.


Che le perdite fanno parte della vita.


Che puoi crollare e rialzarti.


E soprattutto sai che non sei solo.


Quella notte ho fatto una figura di merda colossale lo so...


Ho urlato "vi odio tutti" alle persone che mi volevano bene.


Ho passato la notte in una vasca da bagno come un relitto.


Ma quella vasca non è stata la fine.


È stata l'inizio.


L'inizio della mia vera crescita personale.


L'inizio del mio percorso per capire chi sono davvero.


L'inizio di tutto quello che sarei diventato negli anni successivi (compreso questo blog).


Compresa la missione che porto avanti oggi.


Perché se non avessi toccato il fondo in quella vasca, non avrei mai capito cosa significa rialzarsi.


E non avrei mai avuto la forza di affrontare il dolore più grande della mia vita: la morte di mio padre il 15 aprile 2024.


Quel 2005 mi ha preparato per tutto quello che sarebbe venuto dopo.


Anche per i momenti più bui.


Anche per le perdite più devastanti.


"Perché quando sai che puoi risalire dal fondo, niente può più fermarti se non la morte stessa."


Domande Frequenti

❓ Come si fa a capire quando si sta toccando il fondo?

Non sempre te ne accorgi subito.

A volte scendi lentamente, un gradino alla volta, e ti convinci che va tutto bene, finché non crolli.

I segnali ci sono sempre: isolamento, perdita di interesse per le cose che ami, sensazione costante di fallimento, bisogno di sfoghi distruttivi.

Se ti riconosci in questi segnali, fermati e Chiedi aiuto.

Non aspettare di finire in una vasca come me.


❓ È normale sentirsi falliti dopo aver perso il primo lavoro?

Assolutamente sì.

Il primo lavoro non è solo un lavoro: È la tua nuova identità.

È la prova che puoi farcela nel mondo degli adulti.

Perderlo fa male ma non sei un fallito!

Sei semplicemente qualcuno che sta imparando come funziona la vita.

E la vita, a volte, ti dice no.

Non perché non vali, ma perché quella strada non era la tua.


❓ Come si affronta la morte di un amico giovane?

Non esiste un modo giusto.

Puoi piangere.

Puoi arrabbiarti.

Puoi non accettarlo per mesi.

Quello che so per certo è che non puoi ignorarlo.

Non puoi far finta di niente perché se lo tieni dentro, prima o poi esplode.

Parla. Scrivi. Urla se serve.

Ma non tenerlo dentro come ho fatto io.

E ricorda che quella persona avrebbe voluto vederti vivo, Non morto dentro.


❓ L'alcool è davvero così pericoloso quando stai male?

Sì.

L'alcool non risolve niente!

Amplifica solo quello che hai dentro: Se sei felice, ti fa sentire euforico, se sei distrutto, ti distrugge ancora di più.

Quella notte io non volevo far male ai miei amici, ma l'alcool ha tirato fuori tutto il dolore che avevo nascosto per mesi.

E l'ho scaricato su di loro.

Non fare il mio stesso errore!


❓ Cosa vuol dire davvero "toccare il fondo"?

Vuol dire arrivare al punto in cui non puoi più scendere.

Il punto in cui o ti arrendi, o ti spingi per risalire.

Per me è stata quella vasca.

Per te potrebbe essere altro, ma quando ci sei, lo sai.

Senti che non puoi più continuare così, e in quel momento hai una scelta: affogare o nuotare.

Io ho scelto di nuotare. E tu?


Conclusioni: E tu, hai mai toccato il fondo?

Questa è stata la storia più difficile da scrivere finora.


Perché espone.


Perché fa male.


Perché mostra la parte di me che avrei voluto nascondere per sempre.


Ma l'ho scritta perché so che non sono l'unico ad aver toccato il fondo.


So che là fuori c'è qualcuno che sta vivendo il suo 2005.


Qualcuno che sta perdendo tutto.


Qualcuno che si sente un fallito.


E voglio che quella persona sappia una cosa:


Puoi risalire.


Non importa quanto in basso sei sceso.


Non importa quante volte hai perso.


Non importa se hai urlato "vi odio tutti" alle persone sbagliate.


Puoi risalire!


E se l'ho fatto io che sono finito ubriaco marcio in una vasca da bagno a diciannove anni puoi farlo anche tu.


Quindi ti chiedo:

Hai mai toccato il fondo? Hai mai avuto il tuo "momento vasca"?

Se sì, raccontamelo nei commenti. O vieni nel FORUM e condividi la tua storia.

Perché le storie vere salvano le persone.

E forse la tua storia può salvare qualcuno che sta toccando il fondo proprio adesso.

Con Affetto,

Teo


Matteo Farina autore di questo blog
Vuoi scoprire di più su di me? clicca sulla foto!

Se questo articolo ti ha colpito, condividilo. Non per me, ma per chi ne ha bisogno!

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