Il Libero Arbitrio: Siamo Davvero Liberi di Scegliere?
- Matteo Farina
- 30 giu
- Tempo di lettura: 5 min
Aggiornamento: 4 lug

E ora scegli.
“Leggi questo articolo o ignoralo.”
Bene, vedo che sei ancora qua.
Hai fatto la scelta giusta...O forse l’hai fatto davvero?
Perché oggi parliamo esattamente di questo:Del Libero Arbitrio.
Della domanda più antica che l’essere umano si sia mai posto.
“Sono io a scegliere la mia vita o qualcosa lo fa al posto mio?”
Mettiti comodo/a. Ne vale la pena.
Scegliamo!
Cos'è il Libero Arbitrio (davvero)
Partiamo dalla definizione, ma non quella da dizionario: Quella vissuta.
Il libero arbitrio è la sensazione profonda e viscerale di essere l’autore delle proprie scelte.
Di alzarsi la mattina e decidere chi essere.
Di scegliere quella strada invece di quell’altra.
Di dire sì o dire no.
Sembra ovvio, vero?
Eppure da secoli filosofi, scienziati e teologi litigano su una cosa sola:
Quella sensazione è reale o è un’illusione?
Cosa dice il Cervello 🧠
Negli anni ‘80, il neuroscienziato Benjamin Libet condusse un esperimento che fece tremare le fondamenta del libero arbitrio.
Chiese ai partecipanti di flettere il polso quando volevano, annotando il momento esatto in cui decidevano di farlo.
E cosa scoprì?
Il cervello iniziava a prepararsi al movimento circa 500 millisecondi prima che la persona fosse consapevole di aver preso la decisione.
In parole semplici: il tuo cervello decide prima che tu ne sia consapevole.
La tua coscienza arriva dopo, come un giornalista che scrive la notizia di qualcosa già successo.
"Teo, Questo significa che non siamo liberi??"
Calma!
Perché c’è un altro dato interessante: anche dopo che il cervello aveva avviato il processo, la persona aveva ancora una frazione di secondo per bloccare il movimento.
Una sorta di diritto di veto.
Non decidi di partire, ma puoi decidere di fermarti.
Forse il libero arbitrio non è tanto la libertà di iniziare quanto la libertà di resistere.
Il problema del Determinismo
C’è una corrente filosofica che si chiama determinismo.
L’idea è semplice quanto scomoda:
Ogni evento, incluse le tue scelte, è la conseguenza inevitabile di cause precedenti.
Il tuo DNA, La famiglia in cui sei nato, Le esperienze che hai vissuto, Le persone che hai incontrato.
Tutto quello che sei oggi è il risultato di una catena infinita di cause ed effetti che inizia molto prima di te.
Eppure qualcosa in noi si ribella a questa idea.
Perché sentiamo in modo viscerale che non siamo solo il prodotto di ciò che ci è capitato.
Libertà e Responsabilità
Indipendentemente da dove cadi nel dibattito filosofico, c’è una cosa che il libero arbitrio porta con sé inevitabilmente:
La responsabilità.
Se sei libero di scegliere, sei anche responsabile delle tue scelte. Non puoi avere l’una senza l’altra.
C’è una differenza enorme tra spiegare e giustificare:
Spiegare: “Ho reagito così perché sono cresciuto/a in un ambiente difficile.”
Giustificare: “Non posso cambiare perché sono cresciuto/a in un ambiente difficile.”
Il libero arbitrio non nega che il passato ti abbia formato.
Dice che nonostante questo hai ancora la possibilità di scegliere chi essere adesso.
La dimensione spirituale
In molte tradizioni religiose, Dio è onnisciente e conosce già tutto quello che faremo.
Ma allora come possiamo essere veramente liberi, se il finale è già scritto?
La risposta più elegante che ho trovato viene da Agostino di Ippona:
“Dio conosce le tue scelte ma non le determina. Come un padre sa che il figlio cadrà, ma non lo spinge.”
Forse la libertà e la conoscenza non si escludono a vicenda.
Una cosa personale che voglio dirti
Molte volte in vita mia mi son trovato di fronte a dei bivi in cui scegliere:
Nel 2000, in prima superiore, venni bullizzato per l'intero anno scolastico.
Avrei potuto scegliere di diventare un bullo pure io per unirmi a loro (e non prendere più botte).
Se vuoi sapere se ho compiuto la giusta scelta, sappi che ho scritto un intero articolo in cui racconto tutto nel dettaglio:
Siamo Buoni o Cattivi? La Mia Esperienza potrebbe esserti Utile
Nel 2012 in Corsica, ebbi la malsana idea di voler sorpassare l'auto di un mio amico davanti a me, ma decisi di non farlo.
Quella scelta mi salvò la vita.
Tempo di pensare al sorpasso, mi sfrecciò di fianco un Suv a velocità folle, il quale centrò una Seat Toledo qualche metro più avanti.
Fortunatamente non ci furono né morti né feriti, solo tanto spavento (e fortuna sfacciata per il conducente della Seat).
Se avessi sorpassato, quel maledetto Suv mi avrebbe disintegrato.
Nel 2019 passai dei momenti di crisi sul posto di lavoro.
Feci una sfuriata davvero violenta con i miei titolari, e mi misi in testa di andarmene.
Non lo feci.
Fu una scelta azzeccata, dato che l'anno dopo scoppiò la pandemia Covid19.
Rimanere in questo posto di lavoro non solo mi permise di avere le chiappe parate, ma potei risanare i rapporti qualche mese dopo.
(Ora che sto scrivendo questo aggiornamento a Giugno 2026, posso anche dire di aver avuto più aumenti nel corso degli anni).
Nel 2024 andai ad un evento di Marketing chiamato Marketers World, a Rimini.
Inizialmente ero molto titubante, ma poi presi coraggio, acquistai il biglietto ed andai.
Anche qui ottima scelta.
Grazie a questo evento scoprii sul palco personaggi del calibro di Paolo Borzacchiello (Neuroscienze e potere delle parole) e Richard Romagnoli (Meditazione e benessere interiore).
I loro libri sono stati una vera evoluzione personale per me, e magari potranno esserlo anche per te.
Li trovi qui:
Sezione Libri Paolo Borzacchiello
Sezione Libri Richard Romagnoli
Per concludere in bellezza le mie esperienze personali, ti dico che anni fa scoprii un personaggio che durante la guerra fredda salvò il mondo intero, ma rimase nell'ombra fino ai tempi moderni.
Sto parlando di Stanislav Petrov.
Il 26 settembre del 1983 a Mezzanotte, un ufficiale sovietico vide 5 missili nucleari americani diretti verso l'URSS.
Il protocollo diceva: avvisa i superiori. Subito.
Lui compì la sua scelta e non lo fece!
Perché si fece una domanda semplice:
"Se volessero davvero attaccarci... manderebbero solo 5 missili?"
Aspettò. L'allarme era falso.
I satelliti avevano scambiato i riflessi del sole per lanci missilistici.
Quel momento di sangue freddo evitò probabilmente la Terza Guerra Mondiale.
Il suo nome era Stanislav Petrov.
Non ricevette nessuna medaglia.
Solo una definizione, anni dopo:
"L'uomo che ha salvato l'umanità." 💪
Allora siamo liberi o no?
La risposta onesta?
Dipende da cosa intendi per libertà.
Se intendi assenza totale di condizionamenti...No, non lo sei.
Ma se intendi la capacità di riflettere, resistere e scegliere diversamente.
Sì...Quella capacità ce l’hai!
Più sei consapevole, più sei libero/a.
Perché la consapevolezza è l’unico strumento che hai per fare un passo indietro rispetto ai tuoi automatismi e scegliere davvero.
Non a caso ho scritto un articolo intero sulla consapevolezza, te lo lascio qui sotto:
Conclusione
Il libero arbitrio non è un superpotere.
Non ti rende onnipotente.
Non cancella il tuo passato o i tuoi condizionamenti.
Ma è reale.
È quella voce dentro di te che anche nel momento più difficile dice:
“Posso reagire diversamente.”
“Posso scegliere chi essere.”
“Posso.”
E allora, per chiudere in bellezza:
Pillola rossa o pillola blu?
La scelta sarà solo tua. 💪
E tu? Credi di essere davvero libero/a nelle tue scelte? Scrivimelo nei commenti, mi interessa davvero sapere cosa ne pensi.
Con Affetto
Teo




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