Serendipità: Cos'è e Come Imparare a Coglierla
- Matteo Farina
- 29 lug 2023
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 5 apr

"Se nel cercare qualcosa che hai perso hai trovato qualcosa di meglio... Benvenuto/a!"
Maggio 2015.
Sono in macchina, sto tornando a casa da un colloquio di lavoro andato male.
A 30 anni suonati, mi ritrovo disoccupato per la terza volta.
Questa volta pesa diversamente, non è una crisi di mercato, non è colpa di nessuno.
È colpa mia.
Stavo lavorando in smart working come grafico programmatore con programmi proprietari dell'azienda, e nel frattempo i software ufficiali ,Photoshop, Illustrator, InDesign, erano andati avanti senza di me.
Grosso errore.
Mentre rimugino sul futuro guardando la strada, si illumina lo schermo del telefono sul cruscotto:
"Buongiorno, parlo con Matteo Farina?"
"Sì, buongiorno, con chi parlo?"
"Chiamo dalla Ferrero di Pozzuolo Martesana. Abbiamo letto il suo curriculum e saremmo interessati a un colloquio. Le può interessare?"
Ci metto qualche secondo a rispondere. Non ci credo.
"Ma certo. Quando volete."
Quella telefonata arrivò mentre guidavo via da un fallimento.
Sei mesi alla Ferrero come stagionale, poi il lavoro attuale dove sono ancora oggi, dopo dieci anni.
Quella telefonata si chiama Serendipità.
Cos'è la Serendipità, davvero
La parola "serendipità" la coniò lo scrittore Horace Walpole nel 1754, ispirandosi a una fiaba persiana: I tre principi di Serendippo.
I protagonisti trovavano costantemente cose preziose che non stavano cercando non per caso cieco, ma grazie alla loro capacità di osservare e collegare i dettagli.
Questa distinzione è fondamentale.
La Serendipità non è fortuna pura.
Non è il biglietto della lotteria che vince da solo.
È l'incontro tra un evento inaspettato e una mente che è abbastanza sveglia da riconoscerne il valore.
In altre parole: l'occasione bussa, ma sei tu che devi aprire la porta.
Quando la scienza scopre qualcosa cercando altro
La storia è piena di scoperte nate per errore, o meglio, nate dall'incontro tra un imprevisto e una mente preparata a riconoscerlo:
Penicillina (1928): Alexander Fleming lascia per errore delle colture batteriche vicino alla finestra aperta. Al rientro trova una muffa — il Penicillium — che ha sterminato i batteri intorno. Avrebbe potuto buttare tutto e ricominciare. Invece si ferma, osserva, capisce. Nasce il primo antibiotico della storia.
Radiazione cosmica di fondo (1965): Arno Penzias e Robert Wilson stanno cercando di eliminare un fastidioso rumore di fondo dalla loro antenna. Provano di tutto — puliscono persino i piccioni che avevano nidificato nell'antenna. Il rumore non sparisce. Capiscono che non è un disturbo: è l'eco del Big Bang. Vince il Nobel.
Viagra (anni '90): Gli scienziati Pfizer testano il sildenafil per l'angina. I risultati sono deludenti. Ma i pazienti segnalano un effetto collaterale inaspettato. I ricercatori non lo ignorano — ci costruiscono sopra uno dei farmaci più venduti al mondo.
Teflon (1938): Roy Plunkett cerca nuovi refrigeranti. Un campione si trasforma in una polvere bianca strana, insolubile, quasi indistruttibile. Invece di buttarla, la studia. Oggi riveste le pentole antiaderenti di mezzo mondo.
In tutti e quattro i casi, la scoperta non sarebbe avvenuta senza due ingredienti: l'evento inaspettato e la mente pronta a riconoscerlo.
Perché la serendipità non è solo fortuna
Torniamo a maggio 2015.
È vero che la telefonata della Ferrero arrivò nel momento più inaspettato.
Nessuno poteva prevederla.
Ma c'era un curriculum vitae che avevo mandato un anno prima e che qualcuno aveva tenuto da parte.
C'era il fatto che avevo risposto al telefono invece di ignorare un numero sconosciuto.
C'era la mia disponibilità immediata, quella voglia di rimettermi in gioco nonostante il morale sotto i piedi.
Nonostante dovessi cambiare totalmente lavoro.
La Serendipità non funziona con chi è chiuso, con chi non si muove, con chi aspetta che le cose cadano dal cielo.
Funziona con chi vive, osserva e soprattutto: Agisce!
Come allenarsi a riconoscerla
Non esiste una formula sia chiaro.
Ma ci sono alcune cose che puoi fare per aumentare le probabilità:
Esci dalla routine. La serendipità ha bisogno di spazio per esistere. Se fai sempre le stesse cose, incontri sempre le stesse persone, leggi sempre le stesse cose — le possibilità si restringono. Cambia strada ogni tanto. Letteralmente.
Smetti di ignorare le coincidenze. Non tutto ha un significato profondo, certo. Ma alcune coincidenze meritano attenzione. Fleming non ignorò la muffa. Penzias e Wilson non ignorarono il rumore.
Sii pronto ad agire. Questa è la parte che la maggior parte delle persone sottovaluta. La serendipità ti mette davanti a un'occasione — ma la decisione è tua. Solo tua. Nessuno ha risposto al telefono al posto mio quella mattina di maggio.
La Serendipità non ti salva: Sei tu che ti salvi
C'è una cosa che tengo a dire chiaramente, perché non voglio che questo articolo sembri uno di quei pezzi sull'universo che cospirano a tuo favore.
La serendipità non è una rete di sicurezza.
Non è una garanzia.
Non arriva per forza quando ne hai più bisogno.
Quella mattina di maggio 2015 avrei potuto non rispondere al telefono.
Avrei potuto dire di no, troppo scoraggiato per riprovarci.
La telefonata inaspettata fu serendipità.
Tutto il resto fu una mia scelta.
Conclusioni
Un mio ultimo consiglio: Coltiva la serendipità come una competenza interna, la capacità di essere presente, aperto e pronto a cogliere quello che la vita ti mette davanti.
E se vuoi immergerti nel tema in modo più leggero, c'è un film del 2001 che si intitola proprio Serendipity, con Kate Beckinsale e John Cusack.
È romantico, un po' datato, ma perfetto per capire l'idea e per passare una serata piacevole.
Lo trovi su Netflix.
E tu? Hai mai vissuto un momento di Serendipità?
Una telefonata inaspettata, un incontro casuale, una scoperta che non stavi cercando?
Raccontamelo nei commenti oppure nel FORUM. Sono curioso.
Ci leggiamo al prossimo articolo.
Con Affetto
Teo




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