Il Coraggio di Non Piacere: La Recensione
- Matteo Farina
- 24 mag
- Tempo di lettura: 5 min
Aggiornamento: 9 lug

"Se il giudizio degli altri sta limitando la tua vita, allora questa lettura fa al caso tuo."
Studia, laureati e trovati un lavoro ben remunerato!
Sposati, fai figli e diventa nonno!
Se non guadagni almeno 10k al mese sei un fallito...
Potrei continuare così per ore.
Ma so che almeno una di queste frasi sta influenzando la tua esistenza.
Proprio così, veniamo al mondo già influenzati da parenti e dalla società.
Paradigmi mentali difficili da rimuovere dopo un'intera esistenza.
Ed è per questo che oggi ti propongo la mia recensione di un libro che mi ha fatto riflettere davvero.
Si chiama "Il Coraggio di Non Piacere" di Ichiro Kishimi e Fumitake Koga.
Mettiti comodo perché partiamo subito.
Coraggio!
Chi sono gli autori
Ichiro Kishimi nasce a Kyoto nel 1956.

Si laurea in filosofia con specializzazione in filosofia classica occidentale.
Psicologo, counselor, traduttore delle opere di Alfred Adler in giapponese.
Da decenni studia e diffonde la psicologia adleriana, quella di cui tra poco ti parlerò.
Fumitake Koga invece nasce nel 1973.

Scrittore pluripremiato, autore di manuali di business.
A poco più di vent'anni incappa in un libro di Kishimi sulla psicologia adleriana.
Gli cambia la vita.
Torna decine di volte a Kyoto per incontrarlo.
Finché nel 2013 decidono di scrivere insieme questo libro.
Risultato?
Oltre 10 milioni di copie vendute nel mondo.
Non è un caso.
Sviluppare il coraggio di non piacere in 5 notti
Il libro è scritto come un dialogo:
Da una parte un giovane scettico, frustrato, convinto che la felicità non esista davvero per tutti.
Dall'altra un filosofo tranquillo, radicale nelle sue idee, convinto che la felicità sia accessibile a chiunque abbia il coraggio di cercarla davvero.
Lo psicologo Alfred Adler è il suo punto di riferimento per tutto il libro.
I due si incontrano per cinque notti, e ogni notte affrontano un tema diverso.
Ti riassumo qui sotto in modo sintetico e senza spoiler le varie notti, spetterà poi a te scoprire i dialoghi accesi fra il filosofo e il giovane:
Prima notte: I traumi non esistono.
Adler, su cui si basa tutto il libro, rompe subito con Freud.
Freud dice: sei infelice oggi perché qualcosa di brutto ti è successo ieri.
Adler dice: no.
Non sono le esperienze del passato a determinarti:
Sei tu a dare significato a quelle esperienze!
Un trauma non ti condiziona automaticamente, sei tu che scegli (spesso inconsapevolmente) di usarlo come giustificazione.
Dura da sentire?
Sì.
Ma liberatoria.
Seconda notte: Tutti i problemi sono problemi di relazione.
Adler è netto su questo.
Non esiste un problema puramente interiore.
L'ansia, l'insicurezza, il senso di inferiorità nascono tutti dal confronto con gli altri.
E il senso di inferiorità, in particolare, non è necessariamente negativo.
Diventa un problema solo quando smetti di usarlo come motore di crescita e lo trasformi in una scusa.
Terza notte: Separa i tuoi compiti da quelli degli altri.
Questa è la parte che mi ha colpito di più.
Il filosofo introduce il concetto di "separazione dei compiti":
Prima di preoccuparti di cosa pensano gli altri di te, chiediti:
"Questo è un mio compito o un compito degli altri?"
Se stai cercando l'approvazione di tua madre, stai lavorando su un compito che non è tuo.
Il compito di tua madre è decidere cosa pensare di te.
Il tuo compito è vivere secondo i tuoi valori.
Tuo.
Solo tuo.
Quarta notte: Il centro del mondo non sei tu.
Qui il libro fa una cosa interessante.
Dopo averti detto di liberarti dal giudizio altrui, ti dice anche di non cadere nell'egocentrismo.
La vera libertà non è fare quello che vuoi ignorando tutti.
È contribuire alla comunità.
Sentirsi parte di qualcosa di più grande.
Solo lì si trova la vera felicità, dice Adler.
Non nel successo.
Non nell'approvazione.
Nel contributo.
Quinta notte: Vivi nel momento presente.
Il passato non esiste più.
Il futuro non esiste ancora.
Esiste solo adesso, e adesso puoi scegliere chi essere.
Non importa cosa hai fatto ieri.
Non importa cosa temi domani.
Il coraggio di essere felici è il coraggio di vivere nell'istante.
Per chi è questo libro 👍
Chi si preoccupa troppo del giudizio degli altri e vuole smettere
Chi sente di vivere secondo le aspettative degli altri invece che le proprie
Chi è rimasto bloccato da qualche esperienza passata e vuole capire come andare avanti
Chi ama la filosofia e la psicologia raccontate in modo accessibile
Chi cerca un libro che faccia pensare davvero, non solo motivare per un giorno
Per chi NON è questo libro 👎
Chi cerca soluzioni rapide e pratiche, questo è un libro filosofico, non un manuale
Chi vuole conferme rassicuranti, Adler è provocatorio e spesso scomodo
Chi non è disposto a mettere in discussione le proprie convinzioni
Chi si aspetta esercizi pratici step-by-step
Chi non ama il formato dialogo (alcune conversazioni possono sembrare ripetitive)
Chi è fanatico convinto di Sigmun Freud
Conclusioni
Questo libro mi ha dato una cosa preziosa.
Non una tecnica.
Non un metodo.
Ma una domanda:
"Stai vivendo per te stesso o per come gli altri ti vogliono vedere?"
È scomoda quella domanda, ma è la domanda giusta.
Il coraggio di non piacere non significa diventare antipatici.
Non significa ignorare chi ti vuole bene.
Significa smettere di costruire la tua vita attorno alla paura di deludere qualcuno, e iniziare a costruirla attorno a quello che sei davvero.
Ci vuole coraggio?
Sì.Molto.
Ma la libertà che ne arriva vale ogni singolo momento di disagio.
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E tu? Hai già letto questo libro?
Cosa ne pensi della psicologia di Adler?
Scrivimi pure qui sotto nei commenti oppure nel FORUM, mi interessa davvero. 💪
Come sempre spero di averti suggerito una lettura utile, ti abbraccio forte e alla prossima!
Con Affetto
Teo
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